20190211

La proposta della Lega: tasse al 15% sugli incrementi di reddito LINK: https://www.corriere.it/economia/19_febbraio_08/proposta-lega-tasse-15percento-incrementi-reddito-b21c377c-2b6c-11e9-8efb-2677649d01c7.shtml... Tassare al 15%, cioè con l'aliquota di riferimento della "flat tax", tutti i redditi aggiuntivi rispetto all'anno precedente dichiarati da persone fisiche e imprese. Arriva in Parlamento la proposta della Lega per traghettare tutto il sistema tributario verso il regime della tassa piatta al 15%, introdotto da quest'anno ma solo per le partite Iva che, nel 2018, hanno registrato ricavi inferiori ai 65 mila euro. La proposta è stata messa a punto dal deputato leghista Alberto Gusmeroli, insieme ai colleghi di partito Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci, entrambi sottosegretari al ministero dell'Economia, e prevede anche uno "scudo" contro gli accertamenti fiscali per i contribuenti che dichiarano un reddito aggiuntivo, rispetto all'anno prima, di almeno il 10%. Il prelievo al 15% sui maggiori guadagni dichiarati sarebbe vantaggioso per tutti, visto che l'aliquota minima dell'Irpef è del 23%, ma premierebbe in modo particolare chi ha i redditi più alti e paga aliquote marginali elevate.La progressività dell'imposizione, secondo la Lega, verrebbe mantenuta, ma sarebbe certamente attenuata. Per chi dichiarava 15 mila euro, 5 mila euro in più, con il sistema attuale diventano 3.650 (aliquota al 23%), con quello suggerito dalla Lega sarebbero 4.250 euro. Per un contribuente che sta sui 75 mila euro, un maggior reddito di 25 mila euro oggi subirebbe un'imposta di 10.750 euro (aliquota del 43%), che diverrebbero 3.750 con la flat tax al 15% . Per entrambi questi contribuenti il reddito aumenta di un terzo, ma il vantaggio fiscale passa dal 12% per il primo, al 28% per il contribuente più ricco. Il nuovo regime sarebbe sperimentale per tre anni e, secondo la Lega, non comporterebbe oneri a carico del bilancio pubblico perché si tratta, si spiega, di redditi non tassati in precedenza. Secondo i proponenti, anzi, la flat tax al 15% sui redditi aggiuntivi potrebbe assicurare risorse in più, che sarebbero utili alla sterilizzazione delle clausole Iva dei prossimi anni. «Loscopo della proposta - si legge - è quello di far emergere materia imponibile per finanziare al termine di un triennio l'avvio della flat tax per tutti». Si scommette, dunque, sull'emersione e la stabilizzazione dei redditi non dichiarati: aumentare la base imponibile per poi ridurre l'incidenza del prelievo. Puntando anche su un incentivo forte, anche se discutibile, la garanzia di non subire controlli. Per chi dichiara almeno il 10% in più rispetto all'anno precedente scatterebbe infatti l'esenzione dagli accertamenti fiscali, sempre che il contribuente non abbia commesso frodi o reati penali. La flat tax al 15% sui redditi aggiuntivi si potrebbe applicare dal 2020 per i redditi maturati nel 2019, ma per il suo primo anno di applicazione prevede anche un meccanismo anti furbetti: la flat tax scatta solo se i redditi di quest'anno saranno superiori a quelli del 2018. Sui redditi incrementali tassati al 15% non si pagherebbero né i contributi, né tanto meno le imposte locali, che dal2019 sono state sbloccate. Secondo Confprofessioni quest'anno c'è il rischio di pagare maggiori addizionali regionali e comunali per un miliardo di euro. Uno studio dell'associazione, che riunisce 1,5 milioni di professionisti, calcola che tra il 2006 e il 2016, quando vennero congelate, le addizionali regionali siano già aumentate dell'82% e quelle La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato 08/02/2019 06:49 Sito Web diffusione:1079822 11 CONFPROFESSIONI - Rassegna Stampa 11/02/2019 - 11/02/2019

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